domenica 5 luglio 2009

Stand by

foto patdesign da flickr
Possa la strada salirti incontro
Possa il vento essere sempre alle tue spalle
Possa il sole splendere caldo sul tuo viso
la pioggia cadere morbida sui tuoi campi
e finché non ci rincontreremo
ti tenga Iddio nel palmo della mano


Questo blog si ferma. La bottega del barbiere abbassa la saracinesca per una prolungata e oziosa vacanza a oltrepassar l'estate. Settembre inoltre porterà consiglio. Poiché tutto scorre e niente di umano è per sempre anche i blog non sono per sempre. Nuovi strumenti di comunicazione attirano attenzione e attimi di riflessione. Facebook cresce e i blog diradano. Secondo Technorati prosegue il proprio cammino solo il 5% dei blog attivi un anno fa. E noi siamo in cammino da quasi tre anni. E' ora dunque di riflettere sul futuro di queste pagine.
See you later.

sabato 27 giugno 2009

Omaggio a Ingemar

foto dr haddock da flickr"C’è una crepa in ogni cosa, da lì entra la luce"
Dimensione carattereLeonard Cohen,Ring the bells

Ventidue anni sono trascorsi da quella mattina del 26 giugno del 1997, in cui Ingemar Lindh moriva a Malta. Il suo Istituto Svedese di Arte Scenica era arrivato a Pontremoli nel 1984 e, tra piccole e grandi difficoltà, era rimasto per tredici anni. Luogo di ricerca, studio, formazione teatrale, fece di Pontremoli la meta di gruppi di giovani da tutta Europa. Era però una missione che non coincideva con i nostri pregiudizi e le nostre preferenze. Era una crepa nel nostro muro, e non vedevamo la luce che da lì entrava. Come tanti, tendiamo a credere che tutto il mondo sia il nostro film, dove noi siamo i divi e tutti gli altri sono semplici comparse mentre la vita è in realtà una straordinaria e sorprendente improvvisazione collettiva. Credo che in quegli anni Pontremoli, allontanando da sé Ingemar, abbia perso un treno annunciato. Pontremopolis era il titolo, evocativo, di uno degli ultimi spettacoli dell'Istituto d'Arte Scenica.
"Nonostante che uno faccia qualcosa di diverso dagli altri, egli partecipa fatalmente a ciò che gli accade intorno e ne diventa parte. Attraverso i suoi atti concreti l’individuo è costantemente in rapporto con la società. Nel momento in cui prova a partecipare in generale, viene escluso": questo raccontava Ingemar. Nell’attenzione al particolare, all’atto concreto, risiede il segreto dell’improvvisazione collettiva. Una lezione di teatro e di vita, mentre da più parti con sollecitudine interessata ci vorrebbero, oggi come ieri, spettatori ai margini o coprotagonisti cooptati e allineati, comunque esclusi.

sabato 20 giugno 2009

L'antico presente

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor

il sangue del principe del Moro
arrossano il ciniero
d'identico color

ma più che del corpo le ferite
da Carlo son sentite
le bramosie d'amor

"se ansia di gloria e sete d'onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all'amore

chi poi impone alla sposa soave di castità
la cintura in me grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave"

così si lamenta il Re cristiano
s'inchina intorno il grano
gli son corona i fior

lo specchi di chiara fontanella
riflette fiero in sella
dei Mori il vincitor

Quand'ecco nell'acqua si compone
mirabile visione
il simbolo d'amor

nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde
ignudo in pieno sol

"Mai non fu vista cosa più bella
mai io non colsi siffatta pulzella"
disse Re Carlo scendendo veloce di sella

"De' cavaliere non v'accostate
già d'altri è gaudio quel che cercate
ad altra più facile fonte la sete calmate"

Sorpreso da un dire sì deciso
sentendosi deriso
Re Carlo s'arrestò

ma più dell'onor potè il digiuno
fremente l'elmo bruno
il sire si levò

codesta era l'arma sua segreta
da Carlo spesso usata
in gran difficoltà

alla donna apparve un gran nasone
e un volto da caprone
ma era sua maestà

"Se voi non foste il mio sovrano"
Carlo si sfila il pesante spadone
"non celerei il disio di fuggirvi lontano,

ma poiché siete il mio signore"
Carlo si toglie l'intero gabbione
"debbo concedermi spoglia ad ogni pudore"

Cavaliere egli era assai valente
ed anche in quel frangente
d'onor si ricoprì

e giunto alla fin della tenzone
incerto sull'arcione
tentò di risalir

veloce lo arpiona la pulzella
repente la parcella
presenta al suo signor

"Beh proprio perché voi siete il sire
fan cinquemila lire
è un prezzo di favor"

"E' mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane,

anche sul prezzo c'è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v'eran tariffe inferiori alle tremila lire"

Ciò detto agì da gran cialtrone
con balzo da leone
in sella si lanciò

frustando il cavallo come un ciuco
fra i glicini e il sambuco
il Re si dileguò

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d'allor

al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura
del sire vincitor


Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers
di Fabrizio De André e Paolo Villaggio, 1967

Nessuna novità sul giornale di oggi. Notizie copiate da storie già vissute e canzoni già cantate. E' l'antico presente.

sabato 13 giugno 2009

Good Morning, Villafranca

"Fare errori è naturale,
andarsene senza averli compresi
vanifica il senso di una vita"
Virna Lisi in Và dove ti porta il cuore

Era arrivata l'alba di un giorno nuovo e lui non capiva perché. Per tempo aveva presidiato i titoli dei giornali. Aveva portato un'overdose di promesse - terme, golf, casello autostradale - ed aveva pure un progetto per la Sacra Sindone. Sapeva come posare le prime pietre anzitempo. Con cattiveria sovradosata aveva attaccato gli avversari. Aveva adattato le pieghe del viso allo stampo di Bettino, gli era venuto naturale da subito e fino ad allora l'immagine aveva funzionato. Davvero non capiva perché ora a Villafranca dovesse iniziare un giorno nuovo. Nell'incertezza si avviò all'uscita.

sabato 6 giugno 2009

Music corner




Get a playlist! Standalone player

E' più una soundtrack che una playlist, un assemblaggio di ricordi ed emozioni alla rinfusa, un gioco di memoria. E'ancora una pausa musicale. Prima di andare al voto.

Grazie a http://www.playlist.com/

domenica 31 maggio 2009

L'uomo che cerca parole




- Dio ci mette alla prova...
- Ma non poteva darci una prova scritta?

(Woody Allen, sul campo di battaglia in Amore e Guerra)


Ebbene sì, qualcuno ha sperimentato anche la prova scritta. Tonino Melis, missionario saveriano,è anche linguista e antropologo. In mezzo all'Africa,nella regione abitata dal popolo Masa tra Camerun e Ciad, ha lavorato per vent'anni alla realizazione del primo vocabolario della cultura Masa. Uno strumento antropologico, un'offerta di dignità, un atto di fede. Un percorso di vita, con dubbi, ricordi, ansie e inquietudini."L'uomo che cerca parole" è il film che narra questo progetto. Giovedì sera 4 giugno al Manzoni. Da non perdere. Perché al film ha lavorato anche Nicola Tasso, perché chi cerca parole ha la nostra istintiva simpatia, perché anche chi vive "nel buco del culo del mondo" ha una storia da raccontare.