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sabato 19 settembre 2009

L' eccentrico Fatto Quotidiano


Montereggio, venerdì 28 agosto, quasi sera. Sotto il grande crocifisso dell'abside dell'antica Chiesa di Sant'Apollinare, tre giornalisti in rigorosa camicia arancione raccontano la preparazione di un nuovo giornale. Laico, non ideologico, autodefinito eccentrico, che non cerca finanziamenti pubblici, che apre le porte a scrittori in cerca di libertà di scrivere e informare, che nascerà solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo. Un racconto in cui temerarietà e coraggio si rincorrono e scambiano continuamente di posto. Un'avventura in controtendenza quando la frantumazione delle ideologie ha portato con sé la frantumazione delle idee e delle passioni e la voglia di libera informazione è come una sindrome rara che però non contagia nessuno. Credo che mercoledì 23 mi affaccerò in edicola almeno curioso dell'impresa.

domenica 31 maggio 2009

L'uomo che cerca parole




- Dio ci mette alla prova...
- Ma non poteva darci una prova scritta?

(Woody Allen, sul campo di battaglia in Amore e Guerra)


Ebbene sì, qualcuno ha sperimentato anche la prova scritta. Tonino Melis, missionario saveriano,è anche linguista e antropologo. In mezzo all'Africa,nella regione abitata dal popolo Masa tra Camerun e Ciad, ha lavorato per vent'anni alla realizazione del primo vocabolario della cultura Masa. Uno strumento antropologico, un'offerta di dignità, un atto di fede. Un percorso di vita, con dubbi, ricordi, ansie e inquietudini."L'uomo che cerca parole" è il film che narra questo progetto. Giovedì sera 4 giugno al Manzoni. Da non perdere. Perché al film ha lavorato anche Nicola Tasso, perché chi cerca parole ha la nostra istintiva simpatia, perché anche chi vive "nel buco del culo del mondo" ha una storia da raccontare.

sabato 26 aprile 2008

Bella Ciao, inno universale





Il 22 luglio 2007, nella radura di Adelano di Zeri, dove 63 anni prima veniva ucciso il comandante partigiano Dante "Facio" Castellucci, anche un prete, ex partigiano, intona Bella Ciao. Immagine inconsueta ma salutare e positiva, in controtendenza rispetto a chi oggi vorrebbe negare a quella canzone un valore universale di libertà ed a chi, malintendendo il nostro genuino bisogno di futuro, vorrebbe appiopparci ed imporre un'altro passato, un'altra storia, un'altra memoria.